Alimentarsi con la “mente”

Ho letto che….. ho sentito dire che …… la mia amica ha fatto così …..se avessi, se potessi, …

Ho appena terminato di leggere uno degli innumerevoli testi, che mensilmente assorbo, scritto     da un caro collega, che stimo per il coraggio di andare contro corrente, di dire le cose come stanno e di essere sé stesso. Ne riassumo, alcuni, interessanti passaggi sui quali vi invito a riflettere.

“se la nostra vita è basata sulla frenesia, non avremo nemmeno  il tempo per ascoltare ciò che il nostro organismo sta chiedendo in un determinato momento … e finiremo per ammalarci….”

Io ci aggiungerei una mia riflessione. Spesso siamo così presi a pensare di acquisire ciò che i media ci propongono, o a porre attenzione alle regole che gli stessi ci dettano, che ci dimentichiamo di ascoltare e sentire il nostro corpo, ad usare la nostra mente, ma soprattutto ad imparare da madre natura e da noi stessi. Ci preoccupiamo della bilancia, delle calorie, di cosa mangiare o non mangiare, di essere in regola con le regole, ma ci preoccupiamo   se abbiamo fame o meno, se stiamo nutrendo a sufficienza il nostro corpo, se, soprattutto ci muoviamo a sufficienza? Siamo più attenti a cosa mangiamo o a quanto ci muoviamo? Difronte  ad un sì od un nò, relativo alla mela proibita, ovvero a quanto ci dicono che va bene o meno, riflettiamo se la nostra scelta è razionale od emotiva? Siamo consapevoli di quali siano le esigenze del nostro organismo e di quali siano i “trucchi” di marketing che si celano dietro ai banchi del supermercato?

“Sappiamo che la carne, i latticini, gli zuccheri ed altri alimenti possono essere nocivi all’organismo se assunti in certe quantità e dobbiamo avere la consapevolezza e conoscenza alimentare  per  poter scegliere al meglio, ma sempre trovando un accordo con il piacere che i cibi producono al palato. L’attaccamento rigido ad un ideologia alimentare appartiene alla sfera  mentale  delle nostre credenze e non ha niente a che vedere con l’ascolto del corpo. Qualunque schema rigido ci discosta dalle reali e profonde esigenze dell’organismo. È molto più sano essere aperti e consci e trovare il giusto equilibrio tra il sapere della mente e quello del corpo ….”

Sostanzialmente corretto direi, e come al solito aggiungo una mia riflessione: fa più male una piccola concessione, che talvolta (non sempre) potrebbe far bene al nostro sistema nervoso, o un rigido rigore alimentare non accompagnato da altrettanto impegno nel movimento? Come disse uno dei miei guru del fitness, il Dott. Marco Neri, “tutto fa male, niente fa male, è la dose il veleno

…”, e la dice tutta.

Potremmo scrivere interi libri sull’argomento, e magari ci dedicheremo una serie di newsletter,  nel frattempo, preferisco lasciarvi con quelle che non vogliono essere propriamente delle provocazioni, bensì degli imput che ci devono aiutare a riflettere.

□   Rispetto alle nostre sensazioni di essere in regola con le regole, ci siamo mai preoccupati se siamo in regola con le esigenze del nostro organismo? Chi detta le regole? Ci sentiamo

con la coscienza a posto se ci comportiamo in un certo modo dal punto di vista alimentare, ma da quale punto di vista? Quello del nostro corpo o di quello che ci deve vendere le  fette biscottate senza ……

□   Siamo a conoscenza di ciò che mangiamo? Leggiamo le etichette prima di acquistare e ne comprendiamo il significato?

□   La nostra attenzione per le calorie, è accompagnata da altrettanta attenzione per la quantità di movimento quotidiano?

□   Siamo consapevoli di quanto ci dobbiamo muovere giornalmente e settimanalmente nel momento in cui rinunciamo a qualcosa sperando di perdere qualche taglia?

□   Nel caos mediatico sociale ed informativo che ci circonda, come scegliamo il nostro schema alimentare?

Nella prossima puntata, approfondiremo questi punti.

Quanto sopra riportato, è stato raccolto da “NON AVRAI NESSUN ALTRO AL DI FUORI DI TE”, di Francesco Menconi.