L’allenamento nel ciclismo – Nuove Frontiere #2

L’allenamento nel ciclismo – Nuove Frontiere #2

 

Eccoci alla seconda parte della serie sulle nuove frontiere dell’allenamento nel ciclismo. serie scaturita dal fatto che spesso, vi è un pò di confusione, talvolta ci si basa sul sentito dire senza sapere esattamente cos’è la fisiologia dell’allenamento. Inoltre c’è una differenza temporale notevole tra le nuove metodologie e la loro applicazione, specie nel mondo amatoriale. Si pensi ad esempio alle SFR, che qualcuno ancora, generalizzando, le considera un allenamento per la forza. Ma quale forza, dato che nel ciclismo ce ne sono 12 di tipi di forze? Ebbene, circa 25 anni si iniziò con il proporle, destabilizzarono non poco gli addetti al settore e gli atleti. Scettici e favorevoli si scontravano sulla loro utilità. Ora invece rappresentano la normalità, ma come metodica, pur se valida, sono oramai obsolete se eseguite con l’intento di allenare la forza, senza sapere quale forza.

In questa sequenza di video, parleremo di 2 aspetti ancora poco conosciuti, ma che tra pochi anni diverranno il pane quotidiano di chi si allena  e specialmente di chi utilizza un power meter. Questi sono LA FORZA ed il SISTEMA NERVOSO. Argomenti non facili.

Quando si parla di forza, bisogna parlare anche di sistema nervoso, e quando si parla di forza, bisogna definire di quale forza si sta parlando. Nel ciclismo, non esiste una forza e basta. Esistono più tipi di forza, correlate alla capacità dell’atleta di esprimere determinati livelli di forza in relazione della velocità di applicazione e della durata dell’applicazione.

La forza si misura in Nm. Applicare 200 Nm a 50 rpm o applicare gli stessi 200 Nm a 95 rpm, richiede sforzi veramente diversi tra loro. Mantenere per 3 minuti un certo quantitativo di Forza (Nm) a 50 rpm o 95 rpm determina fatiche molto diverse tra loro.

Da cosa dipende la capacità che può avere un atleta di essere più bravo o meno nell’applicare e/o mantenere determinati livelli di forza al pedale a determinati rpm per un determinato tempo? Semplice, dalle caratteristiche del suo sistema nervoso, che a sua volta è influenzato e costruito in base a:

  • – genetica
  • – modo di allenarsi
  • – età
  • – sesso
  • – altro…

Ad esempio, se un ciclista, si allena molte ore, tante ore, eseguendo spesso lunghe distanze, magari in gruppo, affrontando anche salite impegnative, ma sempre con una velocità “regolare” ed uniforme, svilupperà una gran capacità di endurance , ma avrà poche probabilità di stimolare il suo sistema nervoso ed ormonale ad aumentare i livelli di forza massima e forza resistente (da non confondere con la resistenza di forza), i cambi di ritmo etc… Risultato? Muscoli molto ricchi di fibra rossa, eccellenti nell’endurance, ma incapaci di generare elevate contrazioni massimali o submassimali in tempi brevi ed esplosivi. E con il passare degli anni, per via del sistema ormonale, la situazione peggiora sempre più, Quindi ad esempio, un 40enne, che tendenzialmente diviene più forte nelle lunghe distanze, dovrebbe allenarsi molto in situazioni dove invece stimola i vari tipi di forza che gli servono, come nel ciclocross, la mtb cross country, l’allenamento in palestra, la corsa a piedi in salita fuoristrada, le gare brevi a circuito.

Come misurare la propria forza? Semplice, con il test cadenza/potenza, test che asd Move Your Life propone ai soci che desiderano migliorare la proprie performance ciclistiche ed utilizzare (per chi lo possiede), al meglio il misuratore di potenza.