Allenamento nel ciclismo – Nuove Frontiere #5

Allenamento nel ciclismo – nuove frontiere #5

Forza e Rapidità

Eccoci giunti alla quinta ed ultima parte relativa alla forza nel ciclismo. Argomento, quello della rapidità, risvegliato da circa un decennio, dalle prestazioni degli ultimi campioni, che vediamo smulinare in salita, rapporti quasi impossibili da far girare a quella velocità. Per troppi anni, decenni, siamo stato abituati ad un ciclismo nel quale (e sappiamo purtroppo perchè), vigeva solo l’attenzione verso l’argomento resistenza e frequenza cardiaca, a prescindere dalla forza e dalla rapidità. I campioni dell’epoca che affrontavano salite con il 53/42 x 11/25, quando ora è normale vedere girare rapporti più umani, ma a frequenze di pedalata elevate. 

Si è capito, tramite i moderni strumenti, che è meglio girare agili. Perchè, dato che girare agili fa consumare più energia metabolica e mette in crisi il sistema nervoso? Quante volte, in salita, da stanchi, scegliamo un rapporto più duro a cadenza ridotta, pensando di risparmiare fatica?

Il motivo sta nel fatto che, a frequenza di pedalata superiore, si applica forza per meno tempo, a parità di potenza espressa ovviamente, a tutto vantaggio per il carico muscolare e meccanico.

Immaginiamo di dover trasportare una pietra pesante 50 kg per una distanza di 100 metri. Sarà più difficile:

1 – trasportarla lentamente, così da non alzare la frequenza cardiaca, ma essere costretti a tenercela in groppa per più tempo.

2 – trasportarla più velocemente, con il rischio di far salire di molto il sistema cardiorespiratorio, ma finendo prima.

3 – spezzare la pietra in 10 parti da 5kg, ed essere così costretti a fare 10 viaggi a velocità elevata, spingendo il sistema cardiorespiratorio al massimo.

La risposta come al solito è: DIPENDE da cosa vogliamo ottenere. Nel primo caso diventeremo bravi a spingere un 53×11 per quel minimo di tempo in cui riusciamo a stare in testa al gruppo per fare bella figura con gli amici, sperando di scoppiare il più tardi possibile, ma soprattutto, fintanto che ci alleniamo spingere rapportoni SOLO a bassa cadenza, saremo incapaci di gestire un cambio di ritmo, una variazione brusca di pendenza, non saremo prestativi nelle salite. Nel secondo e terzo caso, diventeremo prestativi a patto che……lo scopriremo quando si parlerà di resistenza!

 

Ma come si allena la rapidità? Mulinando un rapporto corto/leggero a cadenza elevata??? O cercando di mantenere a lungo una cadenza elevata? Con che rapporto? Meglio allenare la rapidità o la resistenza ala rapidità? Anche qui la risposta è: DIPENDE! Dipende dalla disciplina ciclistica svolta, ma soprattutto dipende dall’esito di un test neuromuscolare come quello cadenza/potenza che metterà in chiaro le proprie caratteristiche muscolari e nervose.

Alla prossima puntata.